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Coffee Chat w/ Giacomo Sella – Il Report

di Team Editoriale | M4U

L’incontro con Giacomo è stato un’occasione per confrontarsi con un percorso professionale di grande spessore e, allo stesso tempo, per riflettere in modo concreto sulle trasformazioni che stanno ridefinendo il mondo della finanza. Più che una semplice conversazione sul suo percorso, è stato uno scambio ricco di spunti su carriera, scelte professionali e futuro del settore, affrontati con grande chiarezza e senza formule preconfezionate.

Il suo percorso professionale si snoda tra finanza internazionale, consulenza strategica e costruzione di nuove aree di business: da un ruolo come Executive Director in Daiwa SBCM UK a un MBA alla Columbia, passando per un’esperienza in Bain & Co. Italia. Successivamente, si occuperà di costruire da zero la divisione di corporate finance di Banca Sella e arrivare oggi a guidare l’intera area di investment banking. Giacomo è il tipo di professionista che ha vissuto nei principali hub finanziari del mondo, maturato esperienza in contesti diversi.

Uno dei temi più interessanti emersi nella conversazione è stato il confronto tra investment banking e consulenza. Per Giacomo, l’IB è stata la scelta naturale, un settore che ti permette di creare e di vedere l’impatto diretto del tuo lavoro. La consulenza, invece, l’ha descritta come il terreno di formazione ideale per chi è orientato verso percorsi manageriali. Nessuna delle due è in assoluto migliore dell’altra. Dipende dal tipo di professionista che vuoi diventare.

Abbiamo anche riflettuto sulla direzione che sta prendendo il settore, soprattutto parlando di intelligenza artificiale. Il punto condiviso è stato che l’AI sembra stia già aumentando la produttività individuale e abbassando il costo a favore del IB per i propri clienti. Questo potrebbe abbassare le barriere di ingaggio al mercato, permettendo anche a realtà più piccole di competere su operazioni di maggiore portata.

Ma, se competenze tecniche come il financial modelling, la preparazione di documenti stanno diventando sempre più commodity, questa trasformazione porta con sé una domanda scomoda: che cosa accadrà ai ruoli costruiti intorno a queste attività? Se l’AI può produrre in pochi minuti una prima bozza di un modello, di un teaser o di un memorandum, il ruolo di junior fino a ora assunte per svolgere questi compiti sembra destinata inevitabilmente a trasformarsi. Le posizioni entry-level, per come le conosciamo oggi, potrebbero non scomparire del tutto, ma cambieranno in modo radicale. L’analista che passa ottanta ore a costruire un DCF da zero potrebbe presto diventare l’eccezione, non la regola.

L’accesso alla finanza non dipenderà più da chi sa modellare più in fretta o impaginare il pitch book più pulito. Dipenderà da chi saprà ragionare con lucidità sotto pressione, portare al tavolo qualcosa di diverso e conquistare la fiducia dei clienti in un mondo in cui tutti avranno accesso agli stessi strumenti.

E questo ci porta alla domanda con cui ci ha lasciati, forse la più importante per la nostra generazione che entra ora nel mondo della finanza: se le competenze tecniche diventano una commodity, che cosa ci distinguerà davvero? Seguire un percorso già tracciato da qualcun altro non basta. In che modo ciascuno di noi saprà differenziarsi?

-Lorenzo Bonanni, Luca Zhuo, Romina Benedetti, Paolo Pacchione, Vittorio Sigillo Massara


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